Che cos’è l’ansia?

L’ansia puà manifestarsi in diverse forme e viene spesso definita “paura senza oggetto”.

Perchè?                       psicologo pomezia

Perchè ciò che si prova durante una crisi d’ansia o un attacco di panico è proprio una forte paura, uno stato di allarme, come se la persona fosse realmente in pericolo, senza riuscire ad identificare la fonte delle sue paure, in quel momento così reali.

Ad esempio c’è chi prova ansia prendendo la macchina pur rendendosi conto razionalmente che la paura che prova non è proporzionale al reale pericolo connesso a ciò che sta facendo in quel momento o a ciò che potrebbe accadergli.

Ciò che avviene solitamente a chi soffre di crisi d’ansia o di attacchi di panico è il restringimento delle attività che prima caratterizzavano la sua vita e una dipendenza dalle altre persone per potere fare molte di quelle cose che prima affrontava tranquillamente in autonomia.

Fanno parte dei disturbi d’ansia: gli attacchi di panico, l’agorafobia, le fobie, la fobia sociale, l’ansia generalizzata, il disturbo ossessivo compulsivo, il disturbo post traumatico da stress e il disturbo acuto da stress.

Questa la classificazione secondo il DSM IV-TR dei DISTURBI D’ANSIA, con la descrizione dei sintomi fisici e cognitivi che li accompagnano:

 Attacco di panico

Gli attacchi sono inaspettati  e si manifestano con 4 o pià dei seguenti sintomi: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia; sudorazione; tremori fino a grandi scosse; dispnea o sensazione di soffocamento; sensazione di asfissia; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazione di sbandamento, di instabilità di testa leggera o di svenimento; derealizzazione o depersonalizzazione; paura di perdere il controllo o di impazzire paura di morire; parestesie brividi o vampate di calore.

Agorafobia

E’ il timore che accada qualcosa che il soggetto non controlla. Si manifesta con ansia relativa all’essere in situazioni in cui: non è disponibile un aiuto in caso di attacco di panico; è difficile o imbarazzante allontanarsi

Per questo motivo molte situazioni vengono vengono evitate

Fobia semplice

E’ la paura per la presenza o l’attesa di oggetto o situazione specifici (sangue, animali, volare,…). Le manifestazioni associate: all’esposizione all’oggetto o situazione si presenta una risposta ansiosa immediata o un attacco di panico situazionale; la paura viene riconosciuta come eccessiva; la  situazione fobica evitata o sopportata con grande ansia;  l’evitamento, l’ansia e il disagio interferiscono con la routine.

Il livello di ansia varia solitamente al grado di vicinanza dello stimolo fobico.

Sottotipi: animali (esordio infantile); ambiente naturale (temporali, altezze, acqua); sangue, infezioni, ferite; situazionale (trasporti, ascensori, guidare, volare, luoghi chiusi). C’è spesso compresenza di altri disturbi d’ansia.

Fobia sociale

La persona prova imbarazzo e vergogna per non essere in grado di fare qualcosa davanti agli altri. Si presenta con le seguenti manifestazioni: paura marcata e persistente relativamente a situazioni sociali o prestazionali;  l’esposizione alla situazione provoca ansia che può sfociare in attacchi di panico; la paura viene riconosciuta come eccessiva/irragionevole; le situazioni vengono evitate o sopportate con intensa ansia; l’evitamento o l’ansia interferiscono con le normali abitudini.

Se la fobia sociale è generalizzata, può causare una grave menomazione della vita sociale e lavorativa.

Può essere associata ad una ipersensibilità alla critica, bassa autostima, scarse capacità sociali, relazioni  insoddisfacenti o assenza di amicizie, male riuscita a scuola.

L’evitamento di situazioni per il timore dell’umiliazione è al primo posto.

Disturbo d’ansia generalizzato

Ansia e preoccupazione eccessive riguardo a diversi eventi ed attività, difficoltà a controllare la preoccupazione.

Si manifesta con 3 o più dei seguenti sintomi (nei bambini anche uno solo): irrequietezza o sentirsi tesi; facile affaticabilità; difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare; alterazioni del sonno.

Spesso l’ansia si riferisce a circostanze quotidiane come responsabilità lavorativa, problemi economici, salute. Provoca disagio clinicamente significativo con menomazione in aree importanti della vita del soggetto. Molte persone presentano anche sintomi somatici: mani appiccicose, sudorazione, nausea, diarrea, sintomi depressivi.

Disturbo ossessivo compulsivo

Si manifesta con la presenza di: ossessioni e/o compulsioni;  pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti vissuti come impulsivi o inappropriati che causano ansia o disagio marcato;  i pensieri, gli impulsi e le immagini non sono eccessive preoccupazioni per i problemi della vita reale;  la persona tenta di ignorarli, sopprimerli, neutralizzarli con altre azioni, pensieri;  la persona riconosce che sono un prodotto della propria mente e non imposti dall’esterno; il soggetto riconosce che sono irragionevoli almeno in qualche momento; le ossessioni più frequenti sono pensieri ripetitivi di contaminazione, dubbi ripetitivi, ordine, impulsi aggressivi e fantasie sessuali.

Le compulsioni (comportamenti ripetitivi o azioni mentali il cui obiettivo è ridurre l’ansia e non di fornire gratificazione) sono eccessive, le più comuni: lavarsi, pulire, contare, controllare, richiedere rassicurazioni, ripetere azioni.

Il disturbo ossessivo compulsivo può essere associato con disturbo depressivo maggiore, d’ansia, dell’alimentazione.

Disturbo post-traumatico da stress

La persona è stata esposta ad un evento traumatico visto o vissuto ed ha provato sentimenti  di paura, impotenza orrore (nei bambini può essere espresso con comportamento  disorganizzato o agitato).

L’evento viene rivissuto persistentemente in 1 o + dei seguenti modi: ricordi (immagini, pensieri, percezioni) ricorrenti ed intrusivi (nei bambini giochi ripetitivi in cui vengono espressi i ricordi); sogni (nei bambini possono essere spaventosi senza contenuto riconoscibile); agire e sentire come se l’evento si ripetesse: illusioni, allucinazioni, flashback (nei bambini rappresentazioni ripetitive specifiche del trauma); disagio se esposto a ciò che ricorda l’evento; reattività fisiologica a ciò che assomiglia o simbolizza l’evento traumatico.

Evitamento persistente degli stimoli associati al trauma mettendo in atto 3 o più dei seguenti comportamenti: sforzi per evitare pensieri e sensazioni o conversazioni su trauma; evitare luoghi, persone ed attività associate al trauma; incapacità a ricordare qualche aspetto importante del trauma; riduzione dell’interesse per attività significative; sentimento di distacco e d estraneità verso gli altri; affettività ridotta; diminuzione delle prospettive future.

Sintomi persistenti di aumento arousal: difficoltà ad addormentarsi o mantenere il sonno; irritabilità e scoppi di collera; difficoltà a concentrarsi; ipervigilanza; esagerate risposte di allarme.

La durata di sintomi deve essere superiore ad 1 mese e il disturbo deve causare disagio clinicamente significativo.

Possono esserci sentimenti di colpa per essere sopravvissuti. Solitamente compare entro i 3 mesi dopo trauma, a volte tardivo, dopo 6 mesi o dopo anni.

Disturbo acuto da stress

La persona è stata esposta ad un evento traumatico vissuto o assistito con morte, minaccia di  morte e la sua risposta è stata: paura intensa, sentimenti di impotenza o orrore.

Durante o dopo sono presenti le seguenti manifestazioni: evitamento degli stimoli che evocano il ricordo traumatico; ansia e aumento arousal; sintomi dissociativi (sensazione di insensibilità, distacco, assenza di reattività emozionale, riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante (es. stordimento), derealizzazione, depersonalizzazione, amnesia dissociativa (incapacità a ricordare aspetti importanti del trauma)).

L’evento viene rivissuto in maniera persistene secondo una delle seguenti modalità: immagini, pensieri, sogni, illusioni, flashback, sensazioni di rivivere l’esperienza, disagio per l’esposizione a ciò che ricorda l’evento traumatico.

Il disturbo causa un disagio clinicamente significativo e/omenomazione delle funzioni sociali. La durata può variare da 2 giorni a 4 settimane  e si manifesta entro 4 settimane dall’evento traumatico.

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